| CONTROLUCE PASQUALE |
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News del 28/3/2005 “ La natura che finora era morta celebra la risurrezione insieme al suo Signore. La deliziosa bellezza degli alberi verdeggianti e dei fiori variopinti sono tutti come un unico gesto di gioia.Il cielo, fino ad oggi triste, oppresso dall’oscurità di nuvole vaganti, ora ride dolcemente alla terra.Volta del cielo e superficie della terra si accordano ad un unico canto al Cristo Dio e uomo che ha portato pace al cielo e alla terra. Il sole focolaio di luce per tutte le stelle, fa rifulgere il suo volto sfavillante; ogni creatura celebra una liturgia d’amore, per questo giorno della nostra salvezza”. Così iniziava la sua omelia di Pasqua un anonimo predicatore del V° sec., che la tradizione attribuisce a S.Agostino. Il sole e la risurrezione del Cristo illuminano tutta la liturgia della grande veglia notturna e del giorno fondamentale di tutta l’esistenza cristiana. E’ il momento più importante della storia. Anche per chi non crede. Quell’uomo di Galilea, dopo essere stato crocifisso, risorge il terzo giorno, dando tutt’altro corso alla vicenda umana. Anche oggi in quasi tutto il mondo, gli anni si contano dalla nascita di Gesù, e non perchè sia nato, o perchè sia stato un abile predicatore, ma perché è risorto da morte; dunque è il momento più importante della storia. Nonostante questo, coloro che l’hanno vissuta ( e ne hanno afferrato la grandezza, tanto da testimoniarlo con il sacrificio della loro stessa vita ) ne parlano con uno stile semplicistico, quasi da scenetta di campagna. Non ci si scandalizzi per questo linguaggio, anzi è proprio questo stile, rozzo e preciso che dà la prova morale che il fatto sia vero, fosse stato un falso, l’avrebbero confezionato con prelibatezza di parola e argomentazione convincente, ma quei semplicioni dai sensi desti ma dalla mente ingenua non ne potevano essere gli “inventori”. Pensate, una donna ( Maria di Magdala ) lo riferisce ai due proprietari ( Pietro e Giovanni ) i due corrono, una corsa affannosa, il giovane che arriva primo ma poi aspetta (per paura o per rispetto del più anziano di lui?), quelle bende ripiegate in un luogo a parte (che da sempre ci insegnano che di fronte a questo evento, tutto ciò che ricopre il nostro vivere deve essere riordinato secondo un nuovo valore delle cose alla luce dei nuovi eventi ). A questo punto si crede che è successo l’inconcepibile; si crede anche che Pietro, Giacomo e la Maddalena non avevano compreso “che Egli doveva risuscitare dai morti”. Illuminante a proposito è questa pagina di san Giovanni Crisostomo:«Come poteva venire in mente a dodici povere uomini, e per di più ignoranti, che avevano passato la vita sui laghi e sui fiumi, di intraprendere una simile opera?Essi, che mai forse avevano messo piedi in una città o in una piazza, come potevano pensare di affrontare tutta la terra? Quando Cristo fu arrestato, dopo tanti miracoli compiuti, tutti gli apostoli fuggirono e il loro capo lo rinnegò. Come si spiega dunque che mentre non avevano saputo resistere a pochi giudei, quando il Cristo era ancora in vita, in seguito, giacendo egli morto, e sepolto e - secondo gli increduli-non risorto, e quindi non in grado di parlare, ricevettero da lui tanto coraggio da schierarsi vittoriosamente contro il mondo intero? Non avrebbero dovuto piuttosto dire: E adesso? Non ha potuto salvare se stesso, come potrà difendere noi? In vita non è riuscito a conquistare una sola nazione e noi, con il suo nome, dovremmo conquistare il mondo intero? Non sarebbe da folli mettersi in una simile impresa, o anche semplicemente pensarla? E’ evidente perciò che se non lo avessero visto risuscitato e non avessero avuto una prova inconfutabile della sua potenza non si sarebbero esposti mai a tanto rischio.» (In Ep. I ad Cor.4,4;p.61,35 s.) E proprio perché non potevano immaginare e neppure sognare tale possibilità che noi credenti, a distanza di duemila anni, preghiamo ancora l’uomo assassinato tre giorni prima. don Gaetano Rocca Parroco Domenica, 12 Aprile 1998 Pasqua di Risurrezione |
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