INCONTRO DEI CATECHISTI

News del 24/4/2005

INCONTRO DEI CATECHISTI (24 Aprile 2005) Carissimi miei collaboratori catechisti, dopo aver festeggiato insieme la Pasqua, e aver goduto dei doni, anche se nascosti, che il Signore, con la sua resurrezione ci ha concesso, abbiamo ora un cammino tutto speciale da percorrere. La Pentecoste già fa sentire i suoi effetti, lo Spirito, che continuamente guida la sua Chiesa già è all’opera. Ci ha indicato un Pastore per il suo gregge. Ma noi sappiamo che lo Spirito quando elargisce non lo fa mai lesinando i suoi doni, allora è da supporre che la grazia è stata riversata su tutta la Chiesa. E noi siamo la sua Chiesa! Ai suoi albori, la Chiesa, viveva dei carismi dello Spirito, ed ora? Forse che il braccio del Signore si è raccorciato? (Il Signore rispose a Mosè: «Il braccio del Signore è forse raccorciato?» Num 11,23) Dovremmo vivere bene questo tempo, nell’attesa e nella scoperta dei doni che riposano in noi per svegliarli. Per l’occasione vi vorrei condividere con voi questa piccolissima meditazione. Prendetela come un piccolo contributo per il nostro convincimento dell’opera che Dio ha compiuto nei nostri cuori............ e allora tutto potrà ardere. “Non ci ardeva forse il cuore…” Ecco le prime parole di Cleopa e del suo compagno, i famosi discepoli di Emmaus, qualche secondo dopo la partenza improvvisa di Gesù! “… lo riconobbero. Ma lui sparì”! Poco prima, erano terribilmente tristi, camminando verso casa, come se fossero in un sepolcro fatto di delusione! Tutte le meravigliose speranze svanite in qualche ora! Ma Gesù, uscito vivo dal sepolcro qualche ora prima, li ha raggiunti nel loro sepolcro e, allo spezzare del pane, ha ridato vita a suoi amici che stavano nell’ombra della morte interiore! Ma adesso, sparisce di nuovo! Mentre ci potremmo aspettare parole negative, lamentele, rimproveri…: “Gesù, non si può! Torni, rallegri i nostri cuori, spezzi il pane per noi, e vai via subito? Così? Senza altre parole, senza darci almeno qualche indicazione per sapere come continuare a camminare!….” No! Sulle loro labbra troviamo altre parole, e sorprendenti: “Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?” Se consideriamo bene la scena, gli amici di Emmaus, non si erano resi conto di questo fuoco mentre camminavano. È proprio questo “forse” che ci indica il fatto che non se ne erano accorti prima! Solo dopo lo spezzare del pane (parola con la quale i primi Cristiani chiamavano la S. Messa), solo al momento della sparizione di Gesù, prendono coscienza di questo fuoco, e molto probabilmente bruciò ancora a lungo nel loro petto, forse ancora più forte! Senza questo fuoco, non avrebbero avuto la forza di rifare la lunga strada da Emmaus a Gerusalemme, e di notte! Anche se la Pentecoste doveva ancora venire, Gesù, la sera di Pasqua, aveva alitato sugli Apostoli dicendo: “Ricevete lo Spirito Santo” (Gv 20,22). Già il Fuoco dello Spirito Santo trasmesso da Gesù Risorto cominciava a toccare i primi Apostoli, prima di spandersi su tutti coloro che di generazione in generazione si sarebbero aperti alla sua visita forte e dolce allo stesso tempo, improvvisa e sconvolgente, con frutti meravigliosi. Tra tutti questi frutti, il primo per Cleopa e il suo amico è stato una forza ed un coraggio incredibili per andare ad annunciare la stupenda Novella: Cristo è risorto! Ascoltando Gesù spiegare le Scritture, cioè il progetto d’Amore del Padre per tutti gli uomini, e che non li avrebbe lasciati neanche dopo la sua morte, il loro cuore si è poco a poco aperto alla Presenza di Colui che ha compiuto fino in fondo questo progetto d’Amore, Gesù. E quando i loro occhi si sono aperti, il fuoco ha invaso tutto il loro essere e li ha lanciati sulle strade dell’evangelizzazione. Quando arriveremo in Cielo, Cleopa ed il suo compagno ci racconteranno tutte le missioni che hanno fatto dopo!… Ma torniamo a noi, oggi, sulla terra…! Di che cosa abbiamo bisogno per essere questi missionari della sua Parola, catechisti della buona novella, dei quali il mondo ha bisogno? Personalmente, risponderei: spalancando le porte del nostro cuore al primo protagonista della Nuova Evangelizzazione, lo Spirito Santo, accogliendo più che mai il Fuoco che è Lui, lasciandolo invadere tutto il nostro essere, cuore, anima e corpo e tutta la nostra esistenza, quella concreta di tutti i giorni! Santo Spirito, concedici di bruciare per incendiare! E se già bruciavamo, donaci di bruciare ancora di più, non per noi, ma per comunicare questo fuoco d’Amore a quelli che incontriamo, specialmente a coloro che non hanno ancora dato la loro vita a Gesù. Santo Spirito, in questo Tempo pasquale, e pronti come siamo alla solennità della Pentecoste, afferraci col tuo Soffio e con la tua Presenza. Auguri ...................don Gaetano
 


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