| Esperienza Spirituale |
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News del 27/4/2005 IL SORRISO DI “CASA AMICA” DI FOSSATO SERRALTA “Lo Spirito del Signore è su di me, mi ha mandato ha portare il lieto annunzio ai poveri, ai prigionieri la liberazione….”.....agli ammalati il sollievo, ai cuori tristi la gioia, ai volti spenti la luce del sorriso. Ecco quello che è stato la visita del coro parrocchiale insieme al nostro parroco, don Gaetano alla “Casa amica” di Fossato Serralta. Con questo Spirito che abita in ognuno di noi siamo riusciti a portare una boccata di allegria in un casa dove la sofferenza e la malattia a volte non ti permette di entrare, o meglio, non vorresti mai varcare la soglia della porta per confrontarti con una realtà non accettata. Abbiamo voluto, portare la gioia di Gesù a questi vecchietti che pur non conoscendoci, hanno accolto la nostra visita. Grati della loro accoglienza, nei nostri visi vi si leggeva la profonda tristezza di veder i nostri “nonnini” colpiti da gravi malattie mentali. I nostri occhi diventarono lucidi difronte al loro tenero cuore che ci parlava attraverso un'alzata di mano, un sorriso timido, un bacio, un silenzioso e soave battito delle mani. Nello stesso tempo, però, tutto questo ci procurava letizia. E allora, abbiamo capito che quello doveva essere l'incontro nel “sorriso”. “Ero malato e siete venuti a visitarmi” dice Gesù. Lui sì è identificato con il sofferente e per questo, quel sabato, proprio come le donne che trovarono il sepolcro vuoto, abbiamo fatto l’esperienza del Risorto. Gesù è in ognuno di loro! Durante la celebrazione eucaristica, proprio nel momento dell’offerta al Padre del pane e del vino, proprio quando questi diventano Corpo e Sangue di Gesù, abbiamo sentito il lamento di un giovane ricoverato. In quel grido, abbiamo percepito il grido di Gesù sulla croce non per le sofferenze procurate dai chiodi, dalle percosse, dall’essere destinato alla morte, quanto dalle sofferenze dell’uomo di oggi a causa della malattia dell'ingiustizia, della violenza, dell'indifferenza, della povertà. Un grido che ci ha invitati ad un impegno vero nella comunità a cui apparteniamo (e non solo). Gesù Risorto ci invita prima ancora di mandarci ad essere spane spezzato per chi soffre a cambiare mentalità, a modificare gli stili di vita, a rimettere in discussione le nostre “false sicurezze”. La gioia che ha invaso “casa amica” è esplosa nello shalom. La pace di Cristo che rasserena, che procura letizia e abbandono nelle mani del Signore. L’abbraccio di tutti i presenti è stato il segno dell’unità e della comunione dei cuori. Abbiamo mangiato insieme il Pane Eucaristico, Lo abbiamo gustato, spiritualmente, con intensità! Abbiamo sentito la presenza viva e operante di Gesù e del suo Spirito. La festa è continuata fino a sera proprio come un’allegra compagnia. Non volevamo andare via e lasciare i nostri nuovi amici, perché insieme si stava bene. Volevamo quasi essere dei guaritori che avrebbero permesso di far scomparire per sempre la sofferenza da quella casa! Sentivamo che era un’esperienza arricchente anche per noi alla quale attingere per la nostra vita spirituale! Se eravamo convinti di portare serenità, gioia, armonia, sorrisi (e questo lo abbiamo fatto) abbiamo trovato di più di quanto siamo riusciti a dare. Il sorriso di questi fratelli sofferenti è un dono che facilmente scorderemo. Così abbiamo appreso ancor di più, il grande valore di un sorriso, dopo l'esperienza di averlo ricevuto dobbiamo imparare a donarlo a tutti i volti che incontreremo. Alla fine il nostro ciao è stato come un arrivederci, ma nei nostri cuori resterà vivo il ricordo di un pomeriggio in cui ci siamo fatti guidare dallo Spirito di Dio che ci indica il sentiero su cui lasciare le nostre orme per andare verso l’eternità. Articolo a cura del "Coro Parrocchiale" |
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