Il senso della vocazione...

News del 29/9/2005

Caro Pietro, E’ bello vederti seduto, lì sulla destra, nella Basilica di S.Pietro. Avrei sempre voluto chiederti una cosa, è forse giunto il momento opportuno. Quei piedi così consumati, sono la conseguenza della devozione popolare, che toccandoli continuamente e poi baciandoli, ha reso consunto il bronzo che ti costituisce, o forse sono il segno di piedi che tanto hanno camminato, fino a consumarsi per raggiungere la limpidezza della tua fede?? Che strana storia la tua, un po come la nostra, siamo partecipi di questa umanità e ne veniamo coinvolti anche quando sembrano che le vicende non ci riguardano. Non eri presente quando sulla riva del fiume Giordano, un certo Gesù -che sembra fosse nato a Nazareth - si faceva battezzare dal Precursore, ma la voce che si udiva dal cielo “Questi è il mio Figlio prediletto ascoltatelo..” non contemplava forse lo sforzo che avresti dovuto fare per accoglierlo nella tua vita? E quando poi tuo fratello, Andrea, ti venne incontro e ti disse “Abbiamo trovato il Messia!”, quale è stata la tua reazione, sconcerto per una simile notizia o gioia per aver trovato ciò che probabilmente, anche se forse inconsapevolmente, stavate cercando insieme. Beh, di sicuro un pò spiazzato ti sarai sentito quando quest’uomo, a te sconosciuto, ti chiama per nome, anzi, te lo cambia pure! Certo due colpi così, avrebbero fatto crollare anche un pugile abbastanza afferrato, ma tu no, una scorza dura come te non crolla per simili colpi ricevuti, e poi anche se le tue gambe sembravano non reggere, lo sguardo di quell’uomo che ti fissava, era sicuramente più forte della spugna rinfrescante degli allenatori all’angolo del ring. Fare confidenza con un nome nuovo, alla tua età, non deve essere stato facile, chissà quante dimenticanze o crisi di identità, e meno male che non c’era l’anagrafe a complicare le cose!. Dopo la difficoltà di un nome nuovo, si prospetta ora la possibilità di cambiare pure mestiere, e con buona pace dei sindacati! Tu che da sempre avevi affrontato la durezza del lago per sbancare il lunario, dai pesci dovevi ora pescare uomini. L’avrebbero sostenuto il peso le tue reti? E la barca poi, ... dove li avresti messi? Preso alla sprovvista così come eri, non avevi capito che la cesta che ti serviva era il tuo cuore, che piano piano stava diventando più grande. Subito lo hai seguito, che strano, è come lanciarsi da un aereo senza paracadute, ma tu in quel momento non ti eri accorto di non averlo addosso, te ne saresti reso conto al momento di tirare la cordicella. E intanto il tuo cuore cresceva! Quel giorno che forse alla storia passò per ordinario divenne per te straordinario. E’ la pedagogia di Dio, fare di ogni evento ordinario una cosa straordinaria, si chiamerà in seguito “lo straordinario dell’ordinarietà”. Si narra poi, che questo uomo, un giorno, guarì pure la tua suocera, quante battute su questo episodio, “Eh no! questo non me lo doveva fare” di certo, andare dietro a questi episodi, per te non deve essere stato facile, stupore dietro stupore..., comunque iniziava a farti piacere questo tran-tran. Figurati che all’alba di uno dei tanti giorni, non lo trovasti sul suo giaciglio, e subito ti mettesti alla sua ricerca, ma come uomo tutto d’un pezzo quali tu eri, ti trincerasti dietro un’impersonale “tutti ti cercano”, non doveva trapelare da questo episodio un tuo coinvolgimento personale. Avresti forse recitato meglio la parte di un cristiano anonimo, ma purtroppo per te non era questa la parte di copione assegnatoti. E quando poi vi rivolse la domanda “E voi chi dite che io sia?”, tu forse preparavi un’altra risposta, ma qualcosa dentro di te ti suggeriva una cosa che non veniva dalla carne, che neanche tu capivi fino in fondo, “Tu sei il Cristo!”, iniziavi però a comprendere che eri abitato da qualcosa che era più grande di te. Quanta emozione in quel momento, come uno scolaretto che si compiace di aver dato una risposta giusta in classe, a dispetto delle risposte sbagliate degli altri. Ma subito dopo, che delusione, ti sei sentito rivolgere contro l’appellativo di “satana”, anche questo è stato il leitmotiv della tua vita, percorsi accidentati, tra crinali pericolosi, alte vette e profondi abbissi. Certo però che quel giorno che ti chiese di buttare le reti dall’altra parte, dopo aver faticato tutta la notte, ti sarai messo a ridere, il mestiere te lo aveva si cambiato, ma quello di prima certamente lo sapevi fare!!..Ma guarda un pò, anche questa volta sei rimasto fregato. Se c’è un desiderio, forse recondito che tutti i pescatori hanno è il camminare sulle acque, quando ti sei accorto che quell’ombra non era un fantasma ma lui, avrai pensato “un’ occasione del genere non me la lascio sfuggire”, e subito in acqua, ma anche questa volta splash!..Ha proposito è stata una esperienza fallita o la tua richiesta di aiuto ha reso giustizia alla tua presunta grandezza? dopo tutto si dice che avere l’umiltà di chiedere aiuto, quando si ha bisogno, è la prerogativa dei grandi, e comunque la capacità di fermarsi quando l’entusiasmo e solo questo ti spinge in avanti è, direi quasi, salutare. C’è bisogno di strutturarsi prima, avresti potuto prendere almeno lezioni di nuoto! E di un po, quando ti disse che ti avrebbe dovuto lavare i piedi, e tu mantenendo fede al tuo leitmotiv dicesti con vigoria “Questo mai!”, alla sua risposta ti è tornato in mente sicuramente quel giorno in cui facesti la stessa gaffe e ti disse “Lungi da me satana”?..Ma lo so, tu volevi prendere parte con lui, ma non sapevi dove ti avrebbe condotto anche se ne iniziavi a intravedere i contorni. Intanto il tuo cuore cresceva. Però, l’incontro con la serva nel cortile del pretorio non ci voleva proprio. Proprio una serva doveva rovinare la tua reputazione, proprio lei ti doveva scoprire? Tu infatti rinnegasti. Un uomo come te, che si faceva incastrare da una serva, non era concepibile. Però quel gallo che si mise a cantare proprio a quell’ora ti lasciò un groppone in gola. Mi viene un dubbio ora, rileggendo il vangelo mi sembra che non compari tra i personaggi ai piedi della croce. Dov’eri? Sicuramente stavi riordinando le idee, d’altra parte gli ultimi tre anni della tua vita, non sono stati dei più facili, di sicuro molto movimentati, probabilmente avevi potuto riflettere poco di tutto ciò succedeva intorno a te, era giunto il momento di vederci più chiaro. Però che fine quel tuo amico, sarà stato tutto vero quello che avevi vissuto con lui o ti stavi risvegliando da un bel sonno, chissà quanti pizzicotti per ritornare alla realtà? E il pizzicotto buono te lo diede una certa Maria di Magdala... Una tomba vuota...., ma sarà poi possibile una cosa del genere..., ma non si era mai vista una cosa del genere...., era la prima volta non era mai successo fino ad allora.... Che corsa, ma poi ti sei dovuto affidare alla fede di Giovanni che ti accompagnava e ti precedeva, ma si sa chi ama va più in avanti, va oltre. Dopo un po ti balenò l’idea di ritornare al tuo vecchio mestiere, anche perchè dopo tutto era quello che sapevi fare meglio. Di nuovo sul lago a pescare,...ma quanta fame, il ritorno al passato non fu certamente dei migliori una notte passata in bianco e senza ricompensa. Ancora una volta avevi bisogno di aiuto, e chi ti soccorre? Ma certo non lo ricordi? Quel tuo vecchio amico di nome Gesù ........., quando ti fu detto che era lui, subito ti buttasti in acqua, il tentativo si ripete ma questa volta con esito migliore. Ha proposito doveva essere uno che se ne intendeva di pesca, dal momento che ne hai pescati quanto non mai. Qui avrai compreso che tra te e questo uomo c’era di mezzo una pesca, ma tra due tensioni la tua umana la sua divina. A scuola non eri andato, non era di moda in quei tempi, e non ti offendere se dico che certamente non eri un uomo di cultura, ma la distinzione tra i sostantivi “agapao” e “fileo” di certo la conoscevi, non e che magari in quel famoso dialogo sulla riva del mare Tibariade cercavi di bleffare? Stavi appena concentrandoti su questa famosa pesca ed ecco la prospettiva cambiare, “Pasci i miei agnelli”, non c’era forse il tentativo di farti cambiare ulteriormente mestiere, visto magari che l’ultima versione di pescatore non ti andava proprio a genio? Ma quel giorno no, non fu così, lo stupore lasciava spazio al dolore, e il tuo cuore ora sufficientemente grande capiva che nelle tue risposte mancava un colmo d’amore. E poi questo uomo, si era adagiato su una croce per dimostrarti che faceva sul serio, ti amava davvero. E tu provavi un certo dolore perchè non eri capace ancora di ricambiare questo amore. Ti disse “Seguimi” e subito, di nuovo lo facesti, iniziasti un cammino d’Amore e di fede lento e faticoso e questo, finalmente, ti condusse a rispondere pienamente a quell’amore di agape su una croce di un colle di Roma. Mi risveglio ora da questo torpore e mi ritrovo ancora davanti alla tua Cattedra nella Basilica che porta il tuo nome. Sai una cosa Pietro, ti sento ora più vicino, anzi ti devo confessare che ti assomiglio un po. Mi giro e mi accorgo che dietro me c’è un nutrito gruppetto che ti osserva... Somigli forse pure a loro? ...Ma si, allora è proprio vero, nel tuo essere in ricerca, nella tua curiosità, nel tuo entusiasmo che a volte ti spingeva oltre, nella tua ansia che ti spinge a cercare fuori di te e che oltre il tuo lavoro, che pure amavi, cercavi qualcosa che non trovavi nella tua semplice quotidianità, dietro questa tua capacità di lasciare tutto per trovare, ........si nasconde il senso di tutte le vocazioni. (La nostra comunità si sta preparando a fare una visita alla soglia di Pietro. Questa letterina ci aiuta forse a capirne il senso....tutti dobbiamo ricercare il senso della nostra vocazione)!!! Di don Gaetano Rocca
 


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