| Lettera ai Catechisti |
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News del 28/10/2005 "99 PECORE SMARRITE…" In occasione della Giornata Mondiale della Gioventù, le statistiche hanno mostrato che meno dell’1% dei giovani tedeschi con meno di 18 anni vanno a Messa la Domenica! La situazione italiana è sotto gli occhi di tutti, a livello locale, idem. Nel Vangelo di Matteo 18,12, Gesù dice: “Che ve ne pare? Se un uomo ha cento pecore e ne smarrisce una, non lascerà forse le novantanove sui monti, per andare in cerca di quella perduta?” Nella la situazione attuale piuttosto catastrofica, partendo dalle parole di Gesù, potremmo dire: “Che ve ne pare? Se un uomo ha cento pecore e ne smarrisce novantanove, non lascerà forse l’unica rimasta, per andare in cerca di quelle perdute?” Sono davvero tanti che non conoscono il Buon Pastore, l’Unico che li può salvare! E tanti sono anche tra noi, i nostri giovani, i nostri figli, i nostri bambini del catechismo. Non diamo tutto per scontato, tanti di loro non ne hanno sentito neanche parlare, se non sporadicamente. Basterebbe che, nel Nome di Gesù, spiegassimo loro che Qualcuno li aspetta, che Qualcuno li ama e che questo Qualcuno ha dato la vita per loro e per tutti, forse qualcosa cambierebbe. Nella parabola degli invitati al banchetto, in Luca 14,15-24, leggiamo al versetto 23: “Il padrone allora disse al servo: “Esci per le strade e lungo le siepi, spingili a entrare, perché la mia casa si riempia.” E’ la terza volta che i servi sono mandati e devono uscire per invitare la gente al banchetto! Questa volta, devono uscire dalle strade normali ed andare lungo le siepi, laddove nessuno osa andare, verso i più lontani, i più emarginati, perché nessuno deve essere escluso dal banchetto perché, come il Signore dichiara in Ezechiele 34,6: “Vanno errando tutte le mie pecore in tutto il paese e nessuno va in cerca di loro e se ne cura”. Anche se qualcuno lodevolmente già lo fa, non significa, per noi, forse, annunciare Gesù lungo quelle siepi, dove tante nostre famiglie questo non lo fanno? S. Paolo afferma in 2 Cor 5,14-15: “Poiché l’amore del Cristo ci spinge, al pensiero che uno è morto per tutti e quindi tutti sono morti. Ed egli è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro”. La Parola di Dio dice in Giovanni 11,51: “… Gesù doveva morire per la nazione e non per la nazione soltanto,ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi”. In quanto discepoli di Cristo, non possiamo accontentarci che (solo un) un solo uomo su cento trovi la Via, la Verità e la Vita. Se accogliamo l’Amore del Padre in noi per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato (cfr. Romani 5,5), ci preme lo stesso sentimento di urgenza che abitava il cuore di S. Paolo: Caritas Christi urget nos! Certo, non si tratta di trascurare le pecore sane, come leggiamo in Ezechiele 34,16: “Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all’ovile quella smarrita; fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della grassa e della forte; le pascerò con giustizia”. E’ Dio che parla! E come potrà andare in cerca delle pecore oggi, se non tramite coloro che accettano di essere suoi messaggeri? Suoi catechisti?… Gesù ci manda verso le “altre pecore che non sono di quest’ovile” e che vuole condurre (cfr. Giovanni 10,16). Ci manda come dei poveri, come agnelli in mezzo a lupi, senza borsa, né bisaccia, né sandali (cfr. Lc 10,3-4). Perché abbiamo bisogno soprattutto di entusiasmo e di fuoco! Che la nuova evangelizzazione, di cui tanto si parla, non dovrebbe forse cominciare dal rinnovamento della catechesi? Crediamo con tutto il cuore nelle promesse del Signore che afferma in Ez 11,17: “Vi raccoglierò in mezzo alle genti e vi radunerò dalle terre in cui siete stati dispersi”, e in Ez 20,41: “Io vi accetterò come soave profumo, quando vi avrò liberati dai popoli e vi avrò radunati dai paesi nei quali foste dispersi: mi mostrerò santo in voi agli occhi delle genti”. DI don Gaetano |
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