"Il cemento tira"

News del 31/3/2006

Il cemento tira Qui, in parrocchia, stiamo da un po’ di tempo ristrutturando un locale che sarà poi adibito a cripta votiva per la venerazione di alcuni santi ora ricoverati in un locale non idoneo. Si tratta di un lavoro modesto, ma curato. Per far questo abbiamo dovuto ricostruire la piccola scalinata di ingresso alla sagrestia perché lasciava infiltrare acqua alla cripta sottostante. Il tutto, ovviamente abbisogna di buoni operai ma anche di buoni materiali. In poche parole, di cemento buono. Qualche giorno fa, un operaio che aveva messo a punto l’armatura per accogliere la gettata di cemento fresco, dopo aver controllato l’armatura dei ferri e dopo che con la sua carriola aveva portato a buon fine l’operazione cementando tutto con ottimo cemento, sbottò in questa frase: “per ora basta. Bisogna lasciare che il cemento tiri” Quel giorno era un lunedì. La sera, e durante tutta la notte, una frase non finiva di battermi nella testa: “Il cemento tira”. Il giorno dopo, martedì, quella frase: “il cemento tira”, continuava a girarmi nel cervello. Volli andare a vedere. Mi piazzai con attenzione davanti il cordolo in questione e stetti ad osservare. E pensavo tra me: “Il cemento tira”. Quella mattina, stranamente, tutto attorno a me era silenzio. Ma capivo bene che c’era uno che nel silenzio lavorava sodo: il cemento. Che “tirava”. E tendevo l’orecchio...cercavo di udire il più piccolo rumore, ma niente. Silenzio! Contemplavo. E capivo, in un modo concretissimo, che i lavori più sodi non sono quelli che fanno chiasso, ma quelli che si fanno “in silenzio”... Facendo ricorso alle mie poche nozioni scolastiche (considerando che sono un perito edile anch’io!!) ricordavo quello che spesso ci ripeteva il nostro professore, brillante ingegnere: il cemento continua il suo misterioso processo chimico di fusione in compatta unità per ben 40 giorni. Durante tutti quei giorni, “il cemento tira”, e lavora sodo. E sempre in silenzio!. Quando si dovesse fare un lavoro in cemento armato (il cemento armato è lo sposalizio tra il ferro e il cemento; e sviluppa allora una forza di resistenza enorme), non bisogna disarmare prima dei 40 giorni! Perché “il cemento deve tirare”. Dopo, di che, si potrà disarmare. Perché, allora, se quel lavoro è stato fatto a dovere, non si avrà più solo ferro e cemento; ma un composto omogeneo e compatto; e per di più con le ossa... di ferro! “Bisogna però che il lavoro sia stato fatto bene” Fare bene un lavoro è la prima cosa. Questo “fare bene”, costituisce il “corpo” dell’opera che si vuole realizzare. ... Tu, sei solito fare sempre così? Cerchi di fare sempre bene le cose che fai? “E ci vuole il cemento buono”. In un lavoro di costruzione, è il cemento che lega tutto. E, per uscire da questo metafora e venire al concreto della nostra esistenza, consideriamo che nella vita è solo l’amore vero, buono, quello che lega e salda tutto! Senza l’amore non si può proprio fare nulla di buono. Senza l’amore non sta insieme niente. L’amore è “l’anima” di tutte le opere buone. ... Tu, nel tuo lavoro, nei tuoi impegni, nella tua vita comunitaria e non, ci metti amore? Proprio di quello buono? “Spesso bisogna sposare il cemento con il ferro”. Quando si tratta di lavori che devono sopportare sforzi notevoli, col cemento buono, che è l’amore, ci vuole il ferro del sacrificio, della fermezza, e della pazienza. E ferro e cemento si devono sposare bene. Perché, da soli, fanno sì, ma fino ad un certo punto. Insieme, invece, sviluppano una forza di resistenza inaudita. ... Tu, non hai mai pensato che anche l’amore deve sposarsi spesso con il sacrificio, la fermezza, e la pazienza? “ E ci vuole il suo tempo!”. Proprio perché “il cemento tiri”. Così è anche dell’amore, che è la forza più misteriosa. Bisogna dunque lasciar lavorare l’amore nel concreto della vita, perché esso opera nel tempo dovuto. E guarda che ti parlo proprio del tempo che si misura in ore, in giorni, mesi, ed anni! Il lavoro più grande dell’amore, si attua nel tempo, in silenzio. Bisogna proprio avere la pazienza di lasciar passare quelle date ore, giorni, mesi, anni... sempre amando! In silenzio! Perché “il cemento tira”. - Di don Gaetano -
 


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