| "Api e Calabroni..." |
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News del 19/2/2007 "API E CALABRONI" - Bisognerebbe imitare la prudenza delle api. Esse, quando notano uno sciame di calabroni volteggiare attorno, si chiudono nel loro alveare e così sfuggono le malefatte dei loro avversari. Per calabroni si deve intendere le troppe frequenti relazioni mondane, incontri senza “in-contro” , senza starsi di fronte, passeggiate vuote di senso e significato; fuggirle con la più grande cura, dimorare nell’alveare della propria casa e di là sforzarsi di penetrare nel castello interiore dell’anima, nella dimora di Cristo, ove regnano pace, gioia e quiete, dovrebbe essere l’esercizio dell’uomo del domani….se vuole ancora vivere di senso! Non si tratta di sospendere le relazioni interpersonali, ma di dargli maggiore significato, rafforzarle. Essere sempre fuori di se significa essere assaliti dai calabroni. Bisogna ritrovare la protezione della propria casa, della quiete e del silenzio. Una vita dissipata e dispersa alla fine riduce la persona in polvere e cenere: volgarità, fatuità, vacuità, pettegolezzo diventano il cibo dell’anima che rimane, in tal modo, inaridita, svuotata e intisichita. Ritroviamo seriamente noi stessi per poterci, poi donare sinceramente agli altri!!! - A cura di: don Gaetano Rocca - |
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