L'uomo e la comunicazione

News del 5/3/2007

"L'uomo luogo di relazione" - Comunicazione: di quali mezzi si serve? La premessa utile e necessaria è su chi usa tali mezzi, cioè l’uomo. La presa di coscienza del suo posto nel creato è un dato che coinvolge non soltanto l’intelletto, ma tutti i piani dell’essere fino ad arrivare a percepire lo spessore dei legami misteriosi che lo uniscono alla realtà nella quale si sente immerso e della quale sente di essere un cuore pulsante, partecipe e vivente. Comunicare significa lasciar passare, non porre barriere né in entrata né in uscita a tutto ciò che di volta in volta la situazione vissuta richiede; il che significa sostanzialmente apertura, capacità di ascolto che è un mettersi in sintonia e poi capacità di travasare quel che si muove dentro in risposta. Di solito ciò avviene attraverso il linguaggio, verbale e non. Parole e gesti acquistano una loro incisività, se veicolati dalla intenzionalità profonda da cui scaturiscono. Tutto è parola nell’uomo, per essenza. Il linguaggio della comunicazione è quindi inarrestabile. Un picchiettare nervoso che parla di insofferenza, un chinarsi premuroso che equivale a prendersi cura, un aprire le braccia per accogliere… le intonazioni più varie della voce: acute nell’esasperazione, pacate nella serenità, atone nell’indifferenza, vibranti nella partecipazione… una profondità di sguardo capace di lanciare lampi d’intesa, grida di aiuto, urla di paura, gemiti inesprimibili, sorpresa, emozioni… un aggrottare le ciglia per lasciar andare l’ira o per stupirsi di fronte a qualcosa di inaspettato… Tutto nell’uomo è comunicazione. Anche il silenzio. Chi sceglie la dimensione contemplativa della vita non si allontana dal pozzo del villaggio per evitare gli uomini. Entra nell’agorà della comunicazione, in quelle zone franche tra il visibile e l’invisibile, tra il limite e l’Assoluto. Impara a conoscere modalità nuove di dialogo con la vita e con il mondo attraverso il vocabolario dell’essere, del dono, della perdita per diventare appartenenza. - A cura di: don Gaetano Rocca -
 


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