| Scienza e Morale |
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News del 23/4/2007 Per introdurci a questa problematica credo si debba partire dal sogno prometeico dell’uomo. Il mito greco ben ci illustra questo recondito desiderio che ogni uomo si porta dentro. Nel mito, prometeo ruba il fuoco a Giove per donarlo agli uomini. Nell’impostazione culturale greca il fuoco è il simbolo della divinità quindi l’uomo cerca di mettersi al posto di Dio, ma questo non è poi del tutto nuovo, già la prima pagina della Bibbia ci narra il tentativo del diavolo di corrompere l’uomo in questo senso. Da sempre l’uomo ha cercato di farsi Dio. Ora uno sviluppo scientifico che non tenga conto della sua condizione di creaturalità pone l’uomo in una posizione dalla quale è lui ha decidere il bene e il male. Qui si inserisce il concetto della morale. Un uomo che non si concepisce come homus eticus offre un servizio pessimo all’umanità. Gli sviluppi tecnologici odierni hanno raggiunto vertici impensabili solo qualche anno fa, ma quando l’uomo non è in grado di governarli spesso gli si ritorcano contro. Una cultura scientista e solamente tecnologica, tende a pensare che tutto ciò che sia tecnicamente possibile è anche etico. Qui si capisce come questa impostazione è limitata. Da Kant a Jonas gli intellettuali ci hanno sempre messo in guardia da questa impostazione fallace. L’idea baconiana che fa della conoscenza la presunzione del dominio della natura si è sempre dimostrata sbagliata perché la libertà dei processi naturali esigono il massimo rispetto. Non stiamo qui a parlare delle onde anomale, terremoti improvvisi o uragani repentini, ma anche più semplicemente di quei processi costruiti in laboratori di cui ancora non ne conosciamo gli effetti. A meno ché l’uomo come novello Faust non intende vendersi per il suo successo ognuno di noi dovrebbe ricordarsi che ciò che è tecnicamente possibile non è sempre lecitamente etico. Allora se vogliamo riscoprire una nuova armonia tra scienza e morale ognuno deve considerarsi nell’autonomia del proprio posto senza voler a tutti i costi prevaricare sull’altro. - A cura di don Gaetano Rocca - |
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