Padre nostro...

News del 28/7/2007

La 17^ domenica dell’anno C sembra ruotare intorno a una doppia confessione di fede ed è pronunciata da Abramo, chiamato «padre di tutti i credenti». È l’onesta affermazione dei propri limiti e la consapevolezza che Dio ascolta la supplica dei suoi amici: «benché io non sia che polvere e cenere… prendo l'ardire di parlare al Signore». A Gesù qualcuno dei suoi chiede qual è il modo di pregare più coerente con il suo messaggio e con il suo modo di agire. Il Maestro suggerisce di chiedere in primo luogo che da tutti siano riconosciuti il progetto e l’azione di Dio nella storia («sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno») ed inoltre un triplice dono: il pane giorno per giorno, il perdono di ogni giorno e la forza di ogni giorno, per non soccombere nelle prove (è questo il vero significato della parola peirasmòs, tradotta con tentazione). Sono richieste universali. Pur nella diversità di lingue e culture, ogni essere umano si misura con quanto indicato da Gesù. A questo riguardo qualcuno ha detto che sebbene le lingue nella preghiera siano tante, «le lacrime sono le stesse. Abbiamo in comune una visione di Colui, nella cui compassione si incontra ogni preghiera umana» (Abraham J. Heschel). - A cura di don Gianni Mazzillo -
 


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