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Sussurri di una notte
Nella pausa del dire,
sospensione del suono,
un
brusio senza inizio,
- lieve compagno -
da senso a un silenzio.
Già ancor prima che parli,
mi dici.
Nel silenzio di uno sguardo
il vociare del mondo
e con occhi posati,
io t’invoco.
Questo soffio,
ridisegno contorno del volto,
tutta la tua essenza.
Ineffabile sei.
Il respiro dell’uomo,
già si fa più quieto
in un tempo fermato,
che viaggia nel suo ritorno,
origine senza esistenza.
Una stilla di luce
rugiada in un calice mattiniero,
è una lacrima assorta
nel ricordo di ieri.
Quando presenza sei,
bagliore che saetta
boato nel cuore in attesa,
grembo già gravido
della tua adombrata presenza.
E di te nulla più resta,
solo il ricordo di un rumore passato,
rumore di ieri.
Ma il tempo non svanisce
nello spazio vuoto,
e il domani dirà di oggi,
anche ieri l’ho udito.
Tra le pieghe di un’ombra,
riflesso cieco di una assente luce,
segno e presenza di un’eternità
senza fine né principio.
di
don Gaetano Rocca
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