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APPARTENGO A TE
Pietà o Dio per la mia poca preghiera e
neanche tanto fiduciosa:
non guardo al futuro, non spero abbastanza nell’arrivo dei
mietitori.
Confuso per un campo troppo grande,
a volte, penso di dover mietere da solo,
non vedo la Tua ombra dietro i miei passi.
Difficile per me collaborare, arrendermi, abbandonarmi.
Sempre in alto come la vedetta... ma mi sfugge il tuo
passaggio!
In ogni modo, mi governa un anelito troppo grande.
Pietà Signore, così facendo, mi sono mosso poco,
ho sprecato energie inutilmente,
non mi sono speso per il tuo Regno se non per inutili
commenti.
Godo di elogi, complimenti, riconoscimenti, coppe e targhe,
ma a volte non sono troppo in ansia per i tuoi malati.
Mi sono liberato in fretta della polvere del disprezzo e del
rifiuto.
Ho trattenuto ostinato la polvere brillantina del successo e
della vanità.
Pietà Signore, per tutta la vanagloria che ho ascoltato e
coltivato.
Sarà per darmi forza o resistere ancora, ma la voce che dice
a Paolo
“solo la mia grazia ti basta” non è ancora giunta alle mie
orecchie.
Convinci tu il mio cuore, Signore Gesù,
a rallegrarsi solamente perché tu sei compagno di viaggio,
e fai il tifo per la mia vita quando nessuno si accorge.
Io ti appartengo e il tuo sigillo è sul mio braccio.
di
don Gaetano Rocca
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